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Nella chiusura della stagione venatoria il Wwf punta il dito contro Regioni e cacciatori

 In Italia non si rispetta la Biodiversità

Bracconaggio di specie protette, inquinamento da piombo, Regioni che si oppongono alle decisioni europee e nazionali a tutela della fauna migratrice, la legge nazionale non correttamente applicata: sono questi i problemi principali elencati dal Wwf in occasione della chiusura della stagione venatoria, domani, 31 gennaio.

L’associazione ambientalista punta il dito contro il bracconaggio, ma anche contro la caccia nella sua forma legale, autorizzata con provvedimenti regionali o nazionali, in quanto in Italia rappresenta uno dei fattori che contribuiscono alla perdita di biodiversità.

«In Italia l’attività venatoria viene gestita, normata e praticata in maniera quasi sempre non sostenibile, e non rispettando i criteri scientifici, né le normative internazionali di tutela delle specie e degli habitat naturali’», sottolinea il Wwf.

«La legge 157/1992 , che è ancora l’unica legge italiana per la tutela della fauna selvatica, non funziona come dovrebbe, a causa della mancata o distorta applicazione da parte di molte, se non tutte, le Regioni»’. L’associazione del Panda auspica quindi «un atteggiamento maggiormente responsabile e collaborativo da parte delle Regioni e delle Associazioni venatorie». Inoltre, chiede che in l’Italia si elimini il piombo dalle munizioni di caccia, sostituendolo con leghe non tossiche entro il 2017, come stabilito recentemente dall’Onu al meeting della Convenzione sulle specie migratorie.

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